“Il diritto internazionale umanitario sia la bussola di ogni azione”
“In 3 anni, il bilancio delle sofferenze umane nell’intera regione continua a interpellare la coscienza dell’umanità. Non possiamo e non vogliamo abituarci al dolore, al calcolo dei numeri che sostituisce i nomi e le vite delle persone. Negli ultimi trentasei mesi, il Diritto Internazionale Umanitario è stato ripetutamente messo alla prova, violato, dimenticato. Ma proprio dove la violenza sembra spazzare via ogni regola, le norme poste a tutela dei civili, dei feriti, dei prigionieri e degli operatori sanitari devono rimanere il faro incrollabile di qualsiasi comunità civile”, dichiara il Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro.
“Chiediamo ancora una volta, con la sola forza della nostra neutralità e imparzialità, che venga garantito l’accesso sicuro e incondizionato agli aiuti umanitari, che si protegga chi cura e chi presta soccorso, e che sia concessa la possibilità di svolgere appieno l’azione umanitaria, compresa la visita agli ostaggi e il supporto alle loro famiglie. Ogni vita protetta, ogni operatore sul campo rispettato, ogni sofferenza alleviata rappresenta una vittoria dell’Umanità sul buio della guerra”, conclude Valastro.
Tre anni di sofferenze e l’operatività del movimento
A 1.095 giorni dall’inizio dell’escalation che ha sconvolto il Medio Oriente, l’impatto della crisi sulla popolazione civile rimane devastante. Il collasso delle infrastrutture essenziali, la carenza endemica di beni di prima necessità e la costante minaccia alla sicurezza continuano a rendere l’assistenza un’emergenza complessa e priva di sosta.
In questo contesto, il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa continua a garantire una presenza costante ed essenziale sul territorio. Gli operatori e i volontari lavorano in condizioni estreme per gestire le emergenze sanitarie, garantire cure mediche nei pochi presidi ancora attivi e distribuire acqua e generi di prima necessità.
L’impegno concreto e continuo della Croce Rossa Italiana
Fin dai primi giorni del conflitto, la Croce Rossa Italiana si è attivata senza sosta per portare aiuti concreti alla popolazione, operando in stretta sinergia con il Movimento internazionale e le Consorelle.
Nel corso di questi tre anni, grazie alla generosità dei donatori e al lavoro della struttura di Cooperazione Internazionale, la CRI ha garantito:
- Invii di beni salvavita: Quintali di generi alimentari primari (tra cui oltre 270.000 kg di farina e razioni d’emergenza), 3.874 kit igienico-sanitari individuali, pensati per adulti, uomini, donne e neonati. A questi si aggiungono altri 2.000 kit igienici, 670 kit individuali di primo soccorso e oltre 9.000 coperte sterili.
- Supporto alle strutture sanitarie: la CRI ha supportato la riabilitazione e il ripristino dei presidi sanitari della PRCS, tra cui l’Ospedale Al Quds di Gaza City, l’Ospedale Al Amal di Khan Younis e gli ospedali da campo di Al Mawasi e Saraya. Ha garantito così la continuità dell’assistenza d’urgenza, del ricovero e dei trasferimenti nonostante evacuazioni ripetute e danni alle infrastrutture. All’interno della Striscia sono stati acquistati più di 10.000 tra farmaci e presidi sanitari salvavita e oltre 50 apparecchiature essenziali: dispositivi per laboratorio e otorinolaringoiatria, sistemi di ossigeno, strumentario per le sale operatorie, ausili per la fisioterapia e la mobilità. A questo si aggiunge, fornitura diretta di 410 kit per il parto naturale, 9.900 cannule per la gestione delle vie aeree, 1.650 confezioni di aghi butterfly, 6.600 bende gessate e materiale per la disinfezione.
- Emergenza e cliniche mobili: la CRI ha assicurato sostegno continuo al personale sanitario locale, personale EMS, nonché la manutenzione e l’operatività di 20 ambulanze della PRCS. Ha inoltre sostenuto 35 cliniche mobili e punti medici al servizio degli sfollati, che hanno erogato oltre 100.000 visite a circa 35.000 pazienti. Diciannove di queste cliniche sono tuttora attive.
- Salute mentale e supporto psicosociale: CRI ha supportato 49 volontari della PRCS che hanno condotto 3.139 sessioni nei campi di sfollati di tutti e quattro i governatorati, raggiungendo 30.674 persone, in prevalenza bambini e donne. Si sono aggiunti 923 casi di consulenza individuale e invio ai servizi specialistici.
- Accoglienza e moduli abitativi: Consegna di 150 tende familiari e moduli di primo intervento che offrono riparo a circa 750 sfollati interni.
- Protezione e Restoring Family Links: la CRI ha accompagnato in Italia tre minori non accompagnati evacuati da Gaza, e gestito 300 richieste di assistenza per l’uscita dalle aree di conflitto, 90 delle quali per mantenere unite le famiglie, e hanno offerto mediazione linguistico-culturale a 128 persone evacuate e ai loro accompagnatori.
La CRI rinnova il proprio appello alla solidarietà e alla responsabilità di tutti, affinché non cali l’attenzione su una crisi che richiede costante supporto e risposte umanitarie concrete.