Nello scorso giugno, il Presidente della CRI, Rosario Valastro era intervenuto alla Riunione del Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (Cipa) per portare l’esperienza della Croce Rossa Italiana nella promozione del benessere nella terza età.
A distanza di pochi mesi, il 2 ottobre, il Comitato, presieduto dal viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci, ha dato il via libera al primo Piano nazionale per la cura della fragilità e della non autosufficienza per gli anziani.
“La CRI, da tempo, opera dare risposte al fenomeno delle solitudini involontarie e per mettere al centro la persona anziana e il suo diritto a ricevere cure e assistenza adeguate. Il Piano varato dal Comitato governativo è un passo in più verso modelli istituzionali di inclusione sociale e partecipazione attiva delle persone anziane e dei familiari che se ne prendono cura e dimostra quanto e come il percorso delineato dalla CRI attraverso le proprie competenze, gli strumenti e le buone pratiche sviluppate negli ultimi anni, sia la strada giusta per perseguire il benessere delle persone anziane, fatto non solo di attenzione sanitaria ma anche di supporto sociale e relazionale”, ha dichiarato il Presidente Valastro.
L’esperienza maturata dalla Croce Rossa Italiana negli ultimi anni fotografa infatti una condizione di fragilità che non dipende esclusivamente dalle condizioni di salute, ma è spesso il risultato dell’intreccio tra isolamento sociale, difficoltà economiche, solitudine, riduzione delle reti relazionali e carico assistenziale sostenuto dalle famiglie. Accanto ai servizi di distribuzione di aiuto alimentare, emerge con forza il bisogno di relazione, ascolto e accompagnamento e progetti come Piazzetta CRI e SORRISI dimostrano quanto sia essenziale affiancare agli interventi sociali e sanitari, servizi dedicati al benessere emotivo e relazionale delle persone anziane, delle loro famiglie e – più in generale – dei caregiver. Con il numero di pubblica utilità 1520 e la Telecompagnia, contrastiamo l’isolamento sociale e diamo supporto psicologico. Un approccio integrale, che considera il benessere dell’anziano come il risultato di una relazione continuativa che unisce la cura sanitaria, l’ascolto e l’accompagnamento, improntata a quel principio di Umanità che mette sempre al centro la dignità della persona.